Segnali subacquei: la guida ai gesti delle immersioni

Sott’acqua non si può parlare, quindi tutta la comunicazione tra sub passa dai segnali subacquei: un piccolo alfabeto di gesti standardizzati che ogni subacqueo impara fin dal primo corso. Conoscerli bene non è un dettaglio da manuale: è quello che ti permette di dire al tuo compagno «ho un problema», «risaliamo» o «guarda quel pesce» senza fraintendimenti. In questa guida trovi i segnali essenziali, quelli di emergenza e qualche consiglio per usarli davvero bene in acqua.


Perché i segnali subacquei sono così importanti

  • Sicurezza. I segnali di emergenza (fuori aria, riserva, problema) devono essere immediati e senza equivoci: da questi può dipendere la reazione giusta al momento giusto.
  • Standard condiviso. I gesti principali sono gli stessi in quasi tutte le didattiche (PADI, SSI, CMAS…): un sub formato in Italia capisce un sub formato altrove.
  • Comunicazione continua. Non solo emergenze: segnali per indicare la profondità residua, la direzione, cosa hai visto, quanto tempo manca.
  • Compagno informato. Ogni segnale importante va confermato dal buddy: se non risponde con lo stesso gesto, ripetilo finché non sei sicuro sia stato capito.
Subacqueo che fa il segnale OK sott'acqua
Il segnale OK è il più usato: pollice e indice a cerchio, altre dita distese.

I segnali di base (li usi in ogni immersione)

SegnaleGestoSignificato
OKPollice e indice a formare un cerchio, altre dita disteseTutto bene / hai capito
Non OK / ProblemaMano aperta, palmo verso il basso, oscillata a destra e sinistraC’è qualcosa che non va, attenzione
Su / RisaliamoPollice verso l’altoSegnale di risalita (occhio: significa anche «fine immersione», non usarlo per gioco)
Giù / ScendiamoPollice verso il bassoSi scende / si va più in profondità
StopMano aperta, palmo in avanti, come un vigileFermati dove sei
Livello / A metà acquaMano orizzontale, palmo verso il bassoRestiamo a questa quota, non saliamo né scendiamo
Guarda / OsservaDue dita puntate verso gli occhi, poi verso il punto da guardarePresta attenzione a qualcosa
Vieni con me / SeguimiMano che indica sé stessi poi la direzioneTi chiedo di seguirmi

Segnali su aria e quota (i più tecnici)

SegnaleGestoSignificato
Quanta aria hai?Pugno chiuso battuto sul petto, palmo verso di séChiede al compagno quanta aria residua ha
Ho X barSi mostra il numero con le dita (es. 5 dita + 0 = 50 bar)Comunica la pressione residua in bombola
Riserva / Aria in esaurimentoPugno chiuso portato al petto ripetutamenteSto arrivando alla soglia di riserva, meglio pensare alla risalita
Fuori ariaMano a taglio sulla gola, ripetutaEMERGENZA: non ho più aria, mi serve subito l’erogatore di riserva del compagno
Dammi/prendi l’erogatore di riservaMano tesa verso l’octopus del compagnoRichiesta o offerta dell’octopus in caso di emergenza aria
Ho freddoBraccia incrociate sul petto, mani sulle spalle, corpo tremanteSegnala che è ora di valutare la risalita per il freddo
Problema alle orecchieMano che indica l’orecchioDifficoltà a compensare, serve rallentare o fermarsi in discesa

Il numero con le dita per comunicare i bar è quello che genera più confusione tra i principianti: fatelo con calma, una mano per le decine e ripetete il gesto se il compagno esita a rispondere.

Due subacquei che comunicano prima dell'immersione
Un breve briefing sui segnali prima di scendere evita fraintendimenti durante l’immersione.

Prima di immergersi: il briefing dei segnali

Un buon primo approccio alla subacquea prevede sempre un breve briefing con il compagno o con la guida, prima di scendere: quali segnali userete, cosa fare in caso di separazione, chi guida la navigazione. Nei corsi sub i segnali fanno parte del programma teorico-pratico fin dal primo livello, con esercitazioni in acqua confinata prima di provarli in mare aperto.


Segnali di notte e con poca visibilità

Con la torcia in mano i gesti a mani nude si vedono poco: di notte o in acque torbide si usa il fascio di luce al posto della mano. Un cerchio disegnato con la torcia sulla superficie del fondale equivale a «OK», mentre agitare la luce a destra e sinistra segnala un problema, esattamente come il gesto diurno. Per una torcia da sub affidabile in queste occasioni conviene sempre un modello con fascio regolabile, così puoi passare da luce ampia a fascio stretto per fare segnali chiari a distanza.


Errori comuni con i segnali subacquei

  • Confondere «su» con «OK». Il pollice in su non significa mai «tutto bene» sott’acqua: è il segnale di risalita. Usare il cerchio con pollice e indice evita fraintendimenti pericolosi.
  • Fare il segnale troppo lontano o di spalle. Il compagno deve vederti bene in faccia: avvicinati e assicurati di essere nel suo campo visivo prima di segnalare.
  • Non aspettare la conferma. Un segnale dato e non confermato è come non averlo dato: aspetta sempre che il compagno risponda con lo stesso gesto (o si avvicini per farsi ripetere).
  • Segnali «inventati» sul momento per l’emergenza. In un momento di stress si tende a scordare i gesti meno praticati: ripassa periodicamente quelli di emergenza, non solo prima del primo corso.
  • Comunicare i numeri con troppa fretta. Quando indichi bar o profondità con le dita, fallo con calma e a distanza ravvicinata: è il tipo di segnale più soggetto a errori di lettura.

Consigli di Antonio

I segnali si imparano in corso, ma si affinano davvero solo con l’esperienza. Il mio consiglio: prima di ogni immersione, soprattutto con un compagno nuovo, rifate insieme i 4-5 segnali di emergenza (fuori aria, riserva, non OK, risaliamo) anche se sembra superfluo — richiede trenta secondi e toglie ogni dubbio nel momento in cui conta davvero. E ricordate: un segnale va sempre confermato dal compagno con lo stesso gesto. Se non risponde, non date per scontato che abbia capito: avvicinatevi e ripetete finché la risposta non arriva chiara.


Domande frequenti sui segnali subacquei

I segnali subacquei sono uguali in tutto il mondo?

I segnali di base e quelli di emergenza sono sostanzialmente standardizzati tra le principali didattiche (PADI, SSI, CMAS, NAUI…), proprio per permettere a sub di scuole diverse di immergersi insieme in sicurezza. Alcuni segnali secondari o specifici per la fauna locale possono variare leggermente da zona a zona.

Cosa fare se non capisco un segnale del compagno?

Avvicinati e chiedi di ripeterlo, eventualmente indicando l’orologio, il manometro o la parte del corpo interessata per dare più contesto al gesto. Non proseguire l’immersione finché non sei sicuro di aver capito, specialmente se il segnale riguarda aria o sicurezza.

Qual è il segnale più importante da ricordare?

Il segnale di «fuori aria» (mano a taglio sulla gola) e quello di «non OK/problema» (mano oscillata): sono quelli su cui non deve esserci il minimo dubbio, perché richiedono una reazione immediata del compagno.

Si possono usare segnali diversi da quelli standard?

Sì, capita spesso con un buddy abituale: si aggiungono gesti personali per situazioni ricorrenti (es. indicare un punto di interesse specifico). L’importante è concordarli prima dell’immersione, senza sostituire i segnali di sicurezza standard.

Servono segnali diversi in apnea?

I segnali di base (OK, su, giù, problema) restano validi anche in apnea, con un’attenzione in più: dato che le immersioni sono più brevi e frequenti, il compagno in superficie deve tenere sempre d’occhio l’apneista e rispondere subito ai segnali di controllo tra un’immersione e l’altra.

Antonio Parisi
Antonio Parisi

Antonio Parisi, classe 1985, si è avvicinato alla subacquea a 19 anni durante una vacanza in Sicilia. Quello che doveva essere un'immersione da turista si è trasformato in una passione che dura da oltre 15 anni. Certificato PADI Open Water Diver nel 2005, ha poi conseguito il brevetto Advanced Open Water e la specializzazione in fotografia subacquea. Ha effettuato oltre 400 immersioni tra Mediterraneo, Mar Rosso, Maldive e Mar dei Caraibi, con una predilezione per l'esplorazione di relitti storici e la fauna dei fondali italiani. Nel 2022 ha fondato Subacquea360.it con un obiettivo preciso: creare la risorsa italiana più completa e onesta per chi si avvicina alla subacquea o vuole migliorare la propria attrezzatura. Ogni recensione è basata su test diretti in acqua o sull'analisi approfondita delle specifiche tecniche e delle esperienze della comunità subacquea italiana. Antonio vive a Napoli e d'estate lo trovate quasi ogni weekend sotto la superficie del Golfo di Pozzuoli.

Facci sapere cosa se ne pensi

Lascia un messaggio

subacquea360.it
Logo