
Scendi oltre i 30 metri e all’improvviso ti senti strano: euforico, un po’ «brillo», come se avessi bevuto un bicchiere di vino. Non è suggestione: è la narcosi da azoto, chiamata anche narcosi azotica o, con un’espressione più evocativa, l’ebbrezza delle profondità. È uno degli argomenti che ogni sub dovrebbe capire bene prima di spingersi sui fondali medio-profondi, perché altera il giudizio proprio quando servirebbe lucidità. In questa guida vediamo cos’è, a che profondità compare, i sintomi da riconoscere e come gestirla in sicurezza.
Cos’è la narcosi da azoto
La narcosi da azoto è un’alterazione temporanea dello stato mentale causata dall’aumento della pressione parziale dell’azoto respirato in profondità. L’aria che usiamo per immergerci è per il 79% azoto: in superficie non ha alcun effetto narcotico, ma quando la pressione ambiente aumenta con la profondità, l’azoto disciolto nei tessuti nervosi inizia a interferire con la normale trasmissione degli impulsi nervosi, un po’ come un anestetico leggero. L’effetto è simile, per analogia, a quello dell’alcol: prima euforia e disinibizione, poi rallentamento dei riflessi e della capacità di giudizio.
La buona notizia è che è completamente reversibile: risalendo di pochi metri i sintomi scompaiono nel giro di pochi secondi, senza lasciare alcun effetto duraturo. Non va confusa con la malattia da decompressione, che invece si manifesta dopo la risalita per un motivo diverso (le bollicine di azoto che si liberano nel sangue).
A che profondità inizia
Non c’è una soglia fissa: la sensibilità varia da persona a persona e anche da un’immersione all’altra, in base a condizioni fisiche e psicologiche. Come indicazione generale:
| Profondità | Effetto tipico | Rischio |
|---|---|---|
| 18-24 m | Leggero senso di benessere, quasi impercettibile | Basso |
| 24-30 m | Rilassamento marcato, rallentamento del pensiero | Moderato |
| 30-39 m | Euforia netta, difficoltà a concentrarsi, percezione del tempo alterata | Alto |
| 40+ m | Confusione, riflessi lenti, in casi estremi allucinazioni o perdita di lucidità | Molto alto |
Per questo motivo i corsi ricreativi di base fermano il limite di profondità a 18-20 metri, e serve una specialità deep per andare oltre, fino ai 40 metri ricreativi.
I sintomi da riconoscere
I segnali possono comparire in modo graduale o abbastanza rapido scendendo. I più comuni:
- Euforia e falsa sicurezza — ti senti invincibile, sottovaluti i rischi.
- Difficoltà di concentrazione — fai fatica a leggere il computer o a fare calcoli semplici.
- Percezione del tempo alterata — i minuti sembrano volare o dilatarsi.
- Rallentamento dei riflessi — reagisci più lentamente del solito.
- Tunnel vision — il campo visivo e l’attenzione si restringono.
- Nei casi più marcati: confusione, ansia paradossale, allucinazioni leggere.
Il problema non è solo l’effetto in sé, ma il fatto che chi ne è colpito spesso non si rende conto di esserlo: da qui l’importanza di monitorarsi a vicenda col compagno di immersione.
Cosa aumenta il rischio
- Freddo e affaticamento fisico.
- Ansia, stress o scarsa esperienza sui fondali profondi.
- Accumulo di anidride carbonica per una respirazione scorretta o affannata.
- Postumi di alcol o sonno insufficiente prima dell’immersione.
- Velocità di discesa troppo elevata (il corpo non si adatta gradualmente).
Cosa fare se la senti durante l’immersione
La gestione è semplice e quasi sempre efficace:
- Segnalalo al compagno con il gesto convenuto in briefing (spesso l’indice che ruota vicino alla testa).
- Risali di qualche metro. Bastano pochi metri: la riduzione della pressione parziale di azoto fa sparire i sintomi quasi subito.
- Rallenta e respira con calma, evitando sforzi che alzino la CO2.
- Interrompi l’immersione se i sintomi non passano risalendo o se ti senti confuso.
La regola d’oro: mai ignorarla sperando che passi da sola restando alla stessa profondità. Risalire è sempre la risposta corretta.
Come prevenirla
- Progressione graduale: aumenta la profondità massima delle tue immersioni poco a poco, immersione dopo immersione.
- Fai esperienza prima di spingerti sui fondali profondi, idealmente con una specialità deep dedicata.
- Usa il nitrox quando la profondità lo consente: meno azoto respirato significa un effetto narcotico più contenuto.
- Scendi lentamente, senza fretta, e mantieni un buon assetto.
- Non immergerti stanco, ansioso o dopo aver bevuto: sono i fattori che amplificano di più l’effetto.
- Monitora il tuo computer subacqueo più spesso quando sei sui fondali profondi, proprio perché il giudizio è meno lucido.
Consigli di Antonio
La prima volta che ho sentito davvero la narcosi ero sui 32 metri, durante un corso deep: mi sono reso conto solo dopo, rivedendo il video, di aver riso da solo dentro l’erogatore per nessun motivo. Da allora il mio consiglio è sempre lo stesso: datti il tempo di abituarti alla profondità un metro alla volta, non bruciare le tappe solo perché il brevetto te lo permetterebbe sulla carta. E soprattutto guarda spesso il tuo compagno: spesso è lui che si accorge prima di te che qualcosa non va, non il contrario.
Domande frequenti
A che profondità si sente la narcosi da azoto?
Già dai 20-24 metri alcune persone iniziano a percepirla leggermente, ma diventa generalmente evidente superati i 30 metri. Varia molto da persona a persona e anche da un giorno all’altro.
La narcosi da azoto è pericolosa?
Di per sé non causa danni fisici e passa risalendo, ma è pericolosa indirettamente: altera il giudizio e i riflessi proprio quando servirebbero lucidi, aumentando il rischio di errori.
Il nitrox elimina la narcosi da azoto?
No, la riduce ma non la elimina: dipende dalla pressione parziale di azoto residua, che con il nitrox è comunque più bassa che con l’aria normale alla stessa profondità. Approfondisci nella guida al nitrox.
Ci si abitua alla narcosi da azoto con l’esperienza?
In parte sì: con l’esperienza si imparano a riconoscere i primi segnali e a gestirli con calma, ma la sensibilità fisiologica di base non si «allena» del tutto: resta sempre prudente rispettare i propri limiti di profondità e certificazione.
Come faccio a capire se sono narcotizzato durante l’immersione?
È difficile accorgersene da soli, proprio perché altera il giudizio: per questo è fondamentale osservarsi a vicenda col compagno d’immersione e concordare in briefing un segnale chiaro da usare in caso di dubbio.

