Come iniziare a fare apnea: guida per principianti

Trattenere il fiato e scendere sott’acqua senza bombola, solo con maschera e pinne: l’apnea attira sempre più persone, anche chi non ha mai fatto sport acquatici. La buona notizia è che iniziare a fare apnea è più semplice di quanto sembri. Non servono polmoni fuori dal comune e nemmeno un’attrezzatura costosa.

Serve però il metodo giusto. In questa guida trovi i requisiti, come scegliere il primo corso, come si respira e ci si rilassa, l’attrezzatura di base e soprattutto la regola che nessun apneista, principiante o esperto, dovrebbe mai infrangere.


Cos’è l’apnea ricreativa e in cosa differisce dalla subacquea

Nell’apnea (in inglese freediving) ci si immerge con una sola boccata d’aria. Niente bombola, niente erogatore: la durata dell’immersione dipende da quanto riesci a restare rilassato e da quanto il tuo corpo si adatta alla pressione.

Rispetto alla subacquea con autorespiratore cambiano la preparazione, i rischi e anche l’attrezzatura. Se sei indeciso tra le due strade, leggi prima la nostra guida sulla differenza tra apnea e subacquea.

L’apnea ricreativa non è una gara. Si pratica per il piacere di esplorare il fondale, fotografare, osservare i pesci da vicino in silenzio. Le discipline agonistiche (statica, dinamica, assetto costante) esistono, ma la maggior parte di chi inizia lo fa per stare meglio in acqua durante le vacanze o lo snorkeling.


Requisiti per iniziare

  • Saper nuotare con tranquillità, anche senza stile perfetto. Più che la velocità conta sentirsi a proprio agio con il viso in acqua.
  • Certificato medico per attività sportiva non agonistica: quasi tutte le scuole lo chiedono prima dell’iscrizione. Chi ha problemi cardiaci, respiratori o all’orecchio deve parlarne con il medico.
  • Età: i corsi base per adulti partono in genere dai 14-16 anni; per i più giovani esistono percorsi dedicati con limiti più stretti.
  • Nessuna forma fisica particolare. Chi è molto allenato non è per forza avvantaggiato: in apnea vince chi sa rilassarsi, non chi ha più muscoli.

Il primo passo: un corso con istruttore

Imparare da soli guardando video online è la scelta peggiore. Un corso base ti insegna in pochi giorni quello che da autodidatta scopriresti in anni, e ti insegna soprattutto a riconoscere i segnali di pericolo tuoi e del compagno.

In Italia le didattiche più diffuse sono Apnea Academy, FIPSAS, PADI Freediver, SSI e AIDA. I contenuti del primo livello si somigliano molto: teoria, respirazione, lavoro in piscina e prime discese in mare. Scegli la scuola in base all’istruttore e ai gruppi piccoli, più che al marchio.

Fase del corso baseCosa impariDurata tipica
TeoriaFisiologia dell’apnea, riflesso d’immersione, rischi e sicurezza4-6 ore
Respirazione a seccoRespirazione diaframmatica, rilassamento, preparazione al tuffo1-2 sessioni
PiscinaApnea statica e dinamica assistite, tecniche di soccorso di base2-4 sessioni
MareCapovolta, compensazione, discese sul cavo guida con il compagno1-2 giornate
Grafico profondità richiesta per livello dei brevetti di apnea PADI
Profondità indicative dei livelli PADI: il primo corso porta già a 10-16 metri.

Respirazione e rilassamento: il vero segreto

Chi si avvicina all’apnea pensa che il trucco sia riempire i polmoni il più possibile. In realtà conta molto di più abbassare il consumo di ossigeno, e il consumo scende quando il corpo e la mente sono calmi.

La base è la respirazione diaframmatica: inspiri lentamente gonfiando prima la pancia, poi il torace, ed espiri con calma, in modo più lungo dell’inspirazione. Qualche minuto di questo ritmo prima del tuffo fa scendere il battito e scioglie le tensioni.

Mai iperventilare. Fare tanti respiri veloci prima del tuffo abbassa l’anidride carbonica nel sangue e ritarda lo stimolo a respirare. Sembra che tu possa restare giù di più, ma l’ossigeno intanto si consuma: è una delle cause principali della sincope (blackout) in apnea.

Anche la compensazione va imparata presto. In apnea si scende spesso a testa in giù e la manovra di Valsalva diventa scomoda: molti istruttori insegnano da subito la Frenzel. Trovi le tecniche passo per passo nella guida su come compensare le orecchie.


La regola d’oro: mai in apnea da soli

Apneista in superficie alla boa che osserva il compagno in immersione
Uno su, uno giù: il compagno resta in superficie e segue la tua risalita.

Se ricordi una sola cosa di questo articolo, che sia questa. La sincope in apnea arriva spesso senza preavviso, di solito negli ultimi metri di risalita o appena riemersi. Da soli non c’è nessuno che ti tenga le vie aeree fuori dall’acqua.

  • Uno su, uno giù: mentre tu ti immergi il compagno resta in superficie e ti osserva. Poi ci si scambia.
  • Il compagno ti segue negli ultimi metri della risalita e resta con te per almeno 30 secondi dopo che sei riemerso.
  • Protocollo di recupero: appena fuori, tre respiri attivi e il segnale OK. Lo imparerai al corso.
  • Usa una boa da apnea: ti segnala alle barche e ti dà un punto d’appoggio tra un tuffo e l’altro.

L’attrezzatura base per iniziare

Per cominciare non serve spendere molto, ma alcuni pezzi fanno davvero la differenza. Ecco cosa conviene avere e perché.

AttrezzaturaPerché serveConsiglio per chi inizia
Maschera da apneaVolume interno ridotto, meno aria da compensareProva la calzata: deve aderire senza cinghiolo
BoccaglioRespirare in superficie tra un tuffo e l’altroSemplice, senza valvole, da togliere prima del tuffo
Pinne lungheSpinta efficiente con meno faticaPala in tecnopolimero, morbida o media
Muta da apneaIsolamento termico ed elasticità3 mm per l’estate in Mediterraneo
ZavorraCompensa il galleggiamento della mutaPoca: in superficie devi galleggiare
Guanti e calzariProtezione e caloreUtili in acque più fresche

La zavorra merita due parole in più. Chi inizia tende a metterne troppa per scendere più facilmente, ma così la risalita diventa faticosa proprio quando l’ossigeno è più basso. Meglio poca zavorra, bilanciata con l’istruttore.


Come allenarsi dopo il corso

Finito il primo livello, la cosa migliore è iscriversi a un club o a una società di apnea. Gli allenamenti in piscina, di solito una o due volte a settimana, sono sicuri e seguiti, e permettono di migliorare statica e dinamica durante tutto l’inverno.

A casa puoi lavorare sulla flessibilità del torace e sulla respirazione, sempre a secco e sdraiato. Gli esercizi di apnea in acqua vanno fatti solo con un compagno preparato, anche in una piscina bassa.

Errore comunePerché è un problemaCosa fare invece
Iperventilare prima del tuffoRitarda lo stimolo a respirare e favorisce la sincopeRespirazione lenta e rilassata
Allenarsi da soliNessuno può soccorrerti in caso di blackoutSempre uno su, uno giù
Troppa zavorraRisalita faticosa nel momento più delicatoZavorra minima, verificata in superficie
Forzare la compensazioneRischio di barotrauma all’orecchioCompensare presto e spesso, risalire se fa male
Inseguire i numeriStress e contrazioni anticipatePensare al comfort, i tempi arrivano da soli

Consigli di Antonio

Ho visto tanti amici appassionarsi all’apnea dopo una vacanza e partire di corsa, tuffo dopo tuffo, senza nessuno che li guardasse dalla superficie. Il mio consiglio è semplice: fai un corso prima di iniziare a scendere sul serio. Due weekend bastano per cambiare completamente il modo in cui stai in acqua.

E non avere fretta. I primi progressi sono rapidi, poi arriva un periodo in cui sembra di non migliorare più. È normale. In apnea si cresce imparando a rilassarsi, e questo richiede tempo.


Domande frequenti su come iniziare l’apnea

Si può imparare l’apnea da soli?

Da soli si possono fare gli esercizi di respirazione a secco. L’apnea in acqua invece va sempre praticata con un compagno formato, e per partire un corso con istruttore è la scelta più sicura.

A che età si può iniziare a fare apnea?

Non esiste un limite massimo: molti iniziano dopo i 40 o i 50 anni. I corsi base per adulti sono aperti in genere dai 14-16 anni, con certificato medico sportivo.

Quanto costa un corso di apnea base?

Il primo livello costa indicativamente tra 200 e 400 euro, in base alla didattica, al numero di sessioni in piscina e in mare e a cosa è incluso (noleggio attrezzatura, manuale, brevetto).

Serve saper nuotare bene per fare apnea?

Serve sentirsi a proprio agio in acqua, non essere nuotatori agonisti. Molti principianti nuotano in modo semplice e migliorano la tecnica di pinneggiata durante il corso.

Quanto tempo si riesce a stare in apnea all’inizio?

Senza allenamento la maggior parte delle persone resta sotto tra 30 secondi e un minuto. Con un corso base e qualche seduta in piscina è comune superare i due minuti in apnea statica, sempre assistiti.

Antonio Parisi
Antonio Parisi

Antonio Parisi, classe 1985, si è avvicinato alla subacquea a 19 anni durante una vacanza in Sicilia. Quello che doveva essere un'immersione da turista si è trasformato in una passione che dura da oltre 15 anni. Certificato PADI Open Water Diver nel 2005, ha poi conseguito il brevetto Advanced Open Water e la specializzazione in fotografia subacquea. Ha effettuato oltre 400 immersioni tra Mediterraneo, Mar Rosso, Maldive e Mar dei Caraibi, con una predilezione per l'esplorazione di relitti storici e la fauna dei fondali italiani. Nel 2022 ha fondato Subacquea360.it con un obiettivo preciso: creare la risorsa italiana più completa e onesta per chi si avvicina alla subacquea o vuole migliorare la propria attrezzatura. Ogni recensione è basata su test diretti in acqua o sull'analisi approfondita delle specifiche tecniche e delle esperienze della comunità subacquea italiana. Antonio vive a Napoli e d'estate lo trovate quasi ogni weekend sotto la superficie del Golfo di Pozzuoli.

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